Welfare aziendale
Benefici
La salute della tua azienda passa direttamente dalla salute dei tuoi collaboratori. Ecco perché siamo grandi sostenitori di programmi di Welfare Aziendali che sappiano aiutare i lavoratori a vivere meglio la propria vita e gli imprenditori a gestire meglio la propria attività.
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Tasse e Contributi dipendenti
Imposte Azienda

I riferimenti normativi per il welfare aziendale:
- Il testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) definisce quali servizi di welfare non costituiscono reddito da lavoro dipendente
- Le leggi di bilancio – stabilità (2016, 2017, 2018) regolamentano la modalità̀ di conversione dei premi di produttività̀ in welfare
- Le circolari e le risoluzioni dell’agenzia delle entrate interpretano e definiscono puntualmente le norme presenti nel tuir e nelle leggi di bilancio e stabilità
Le fonti di finanziamento dei piani di welfare aziendale
Il piano di welfare può essere alimentato con contributi di diversa natura, in particolare:
Contributo welfare CCNL:
erogazione prevista dal CCNL, obbligatoria per l’azienda e ammontare definito nel CCNL stesso. I CCNL che prevedono contributi obbligatori sono metalmeccanici; metalmeccanici unionmeccanica/confapi; orafi, argentieri e gioiellieri; telecomunicazioni; pubblici esercizi; contratto collettivo provinciale industria conciaria (vi)
Contributo welfare unilaterale:
erogazione a discrezione dell’azienda che ne definisce modalità e importo
Conversione premio di risultato:
il dipendente sceglie di destinare il suo premio di risultato per l’acquisto di beni e servizi di welfare. Per rendere disponibile questa opzione ai dipendenti è necessario un accordo sindacale con rsu/rsa aziendali, o in loro assenza con i sindacati di categoria, che preveda espressamente la possibilità di convertire il premio su scelta dei lavoratori ed eventuale regolamento attuativo
L’azienda può decidere di finanziare il suo piano di welfare cumulando anche diverse tipologie di contributo. L’erogazione dei contributi viene gestita attraverso strumenti come piattaforme o voucher welfare.
Categorie dei servizi di welfare (art. 51 e art.100 del TUIR)
Gli art. 51 e 100 del TUIR, legge che regola il welfare, indicano quali sono le categorie dei servizi considerati di welfare aziendale ai fini fiscali e che quindi non contribuiscono a formare reddito da lavoro dipendente.
- Ricreazione e tempo libero: ingressi cinema e teatri, abbonamenti alla palestra, spa, centri sportivi, impianti sciistici, viaggi, pacchetti esperienze, eventi spettacoli, attività extrascolastiche.
- Educazione e istruzione; master, università, corsi di formazione extraprofessionali, corsi di lingua, spese di educazione e di istruzione per i familiari come rette d’iscrizione e frequenza per ogni tipo di scuola, acquisto di libri di testo scolastici, campus estivi, soggiorni e vacanze studio, ludoteche e altri servizi aggiuntivi (per esempio gite d’istruzione e scuolabus).
- Servizi di baby sitting e servizi di assistenzaai familiari anziani o non autosufficienti (assistenza domiciliare, badanti, assistenza residenziale).
- Abbonamenti al trasporto pubblico.
- Prestazioni sanitarie(check up, visite specialistiche, odontoiatriche, riabilitazione, counseling e supporto psicologico).
- Beni e servizi in natura, buoni spesa per benzina, shopping, e-commerce (entro la soglia dei fringe benefit: 258,23€ all’anno).
- Contributi di assistenza sanitariaa enti o a case con fine esclusivamente assistenziale (nessun limite quando il contributo deriva dalla conversione del premio di risultato, negli altri casi fino a 3615,2 € all’anno).
- Versamenti integrativi a fondi di previdenza (nessun limite quando il contributo deriva dalla conversione del premio di risultato, negli altri casi fino a 5164,57 € all’anno).